sabato 23 ottobre 2010

Lucalucaluca

LE MACCHIE ROSSE "Luca"

Fantastico esempio di beat italiano a metà tra garage e rhythm'n'blues.

venerdì 22 ottobre 2010

Per la Wendy

TITTI BIANCHI "Maga Magò"

da "Le Ragazze dei Capelloni" (Coniglio Editore,2010): Nata Maria Attilia, esordisce diciassettenne vincendo il Festival degli Sconosciuti di Ariccia, dove indossa una minigonna viola, quasi a voler sfidare l'antica tradizione teatrale che vuole questo colore bandito dai palcoscenici. Dopo una breve esperienza discografica tra il 1966 e il 1968 con la RCA, si dedica prevalentemente al liscio (genere che le è familiare, essendo lei di Salsomaggiore), facendosi apprezzare con la sua orchestra, di cui fanno parte il marito e in seguito anche i suoi due figli. Nel corso degli anni ha immesso sul mercato una decina di album, diventando un punto di riferimento nel circuito delle feste di piazza e delle balere. Vive a Rivarolo, in provincia di Cremona.

Questa la discografia prima che diventasse la regina del lissio:
Per quanto io ci provi/Sei stato il primo 1966
L'amore se ne va/Questa volta 1966
Maga Magò/Walk into my life 1966
Spia spione/Il giorno tutto giusto 1966
Devi avere fiducia in me/Il giorno tutto giusto 1966
Scriva che l'amo/Un ciclamino verde 1968

martedì 19 ottobre 2010

Scherzetto!

KILLING JOKE "Endgame"

30 anni fa usciva il primo mitico album dei Killing Joke, uno dei capisaldi della new wave e ancora oggi è un disco che non ha perso un grammo della sua efficacia. "Absolute Dissent" è l'album più recente. Per ora ce l'ho solo in mp3, ma è probabile che poi me lo prenda, forse in versione deluxe, con un disco di covers di altri gruppi, tra cui Metallica, Helmet, Foo Fighters e Nouvelle Vague. La formazione è quella originale dei primi tre dischi e mi piacerebbe avere sottomano i testi (non è che Jaz Coleman sia facile da seguire mentre canta, soprattutto quando urla) ma leggo su un altro blog che si parla di "politica, dello sfruttamento delle risorse mondiali, di esoterismo, del controllo delle masse, di biotecnologie, dell’apocalisse e di se stessi." Il gruppo mi sembra ancora bello carico e in forma. Ho scelto questo pezzo perchè Jaz è così roco che sembra Lemmy! Ma ne propongo un altro, quello che conclude il disco, in cui tornano quelle atmosfere reggae/dub che sono state sempre presenti nelle loro prime cose. Viva i vecchietti!

lunedì 18 ottobre 2010

Scheletri nell'armadio? Non io!

BRITNEY SPEARS "Born To Make You Happy"

Infatti quando comprai questo singolo ero ben conscio di quello che stavo facendo. Era il quarto estratto dal primo album di Britney "Baby One More Time" e penso che nell'ambito del pop multimiliardario da alta classifica questa sia una bella canzone. C'è un aspetto che mi ha sempre intrigato all'interno di questa musica: diciamo che da un album di successo vengono estratti appunto quattro singoli. Spesso i primi due sono uptempo, il terzo è la ballatona sentimentale. Il quarto rimane un pò lì sospeso. In questo caso io l'ho trovato perfetto, nè lento nè veloce, e suona tutte le note giuste che fanno piacere al mio cervello. Nel singolo c'è anche un'interessante remix con chitarra acustica. Un altro caso in cui il quarto singolo era il mio preferito ci fu con l'album dei Technotronic, il progetto belga vagamente hip-pop di "Pump Up The Jam"; in quel caso si può dire che le varie canzoni erano poi una, ma utilizzavano le stesse note in posti diversi, per cui il quarto singolo "Move This" aveva le note giuste per me.
Tornando alla Britney questo era anche l'ultima volta in cui aveva il look fintamente innocente:

Infatti dal secondo album comincia il look sexy, via via sempre più esplicito (il famoso nude-look del video di "Toxic") e comincia la strada della distruzione della popstar acqua e sapone: dopo il flirt con Justin Timberlake vai con la droga, il matrimonio lampo, due figli sfornati senza un minuto di respiro l'uno dall'altro, i problemi per l'affidamento, tentati suicidi, la testa rapata a zero immortalata in diretta televisiva, la disintossicazione (quasi) e l'imbarazzante rentrèe agli Mtv Music Awards in cui era fuori forma, faceva i passi di danza peggio di una principiante, sembrava che l'avessero spinta a forza sul palcoscenico. Chi vuole godere dello spettacolo può andare qui: http://www.youtube.com/watch?v=g6fagIGvbF4
In fondo mi sta simpatica...

giovedì 14 ottobre 2010

Ma mi faccia il piacere!

A proposito di Italia-Serbia e dei mancati controlli di quegli screanzati serbi scalmanati. Dal "Secolo XIX" di oggi, dichiarazione di Roberto Massucci, portavoce dell'Osservatorio Nazionale sulle manifestazioni sportive: "E poi la determinazione criminale di questi facinorosi che hanno occultato oggetti in parti del corpo che non possono essere controllate, facendo entrare le cose che tutti abbiamo visto". Certo che dev'essere scomodo nascondere le cesoie o un fumogeno nel culo...MA MI FACCIA IL PIACERE!!!

mercoledì 13 ottobre 2010

Elementare, direi

THE JIM JONES REVUE "Elemental"

Ho appena scoperto il nuovo disco dei Jim Jones Revue "Burning Your House Down". Puro e semplice rock'n'roll fracassone, mi piace molto.

lunedì 11 ottobre 2010

Ne vuoi un morso?


Appena reduce dalla visione di "The Horde". Film GRANDIOSO pieno di sangue, violenza e zombies. Sono uscito dal cinema con tanta adrenalina in corpo e nello stesso tempo anche commosso per la bellezza (sì, mi capita davanti al grande schermo). I maledetti cugini francesi dimostrano che si può fare cinema horror come si deve (vedi "Alta Tensione" di Alexandre Aja), con protagonisti non divi, con poliziotti e cattivi che si confondono nella lotta per la sopravvivenza e una protagonista femminile (Claude Perron) veramente con le palle, che si mangia in un sol boccone la Sigourney Weaver della saga "Alien" e la Linda Hamilton di "Terminator 2". A confronto sembrano due mammolette. Consigliatissimo!

martedì 5 ottobre 2010

Led Zeples!


Per la serie: Facebook non è così inutile. Grazie a un amico ho scoperto questa cover di "Stairway To Heaven" suonata in puro stile Beatles '64 che è veramente geniale! Enjoy!

venerdì 1 ottobre 2010

La canzone dell'estate (in ritardo)

WEEZER "Hang On"

Prendete una giornata di sole, salite sulla vostra decapottabile, imboccate l'autostrada che costeggia il mare, accendete a manetta l'autoradio e cantate a squarciagola!

domenica 26 settembre 2010

Traduzioni tradite

Allora, due anni fa ho cominciato un lavoro di traduzione dall'inglese di un libro di culto. Eravamo in estate e si parlava io, il Doc e Fritz di questa serie di libri di Richard Allen con protagonista il giovane skinhead Joe Hawkins; Fritz, che all'epoca conoscevo poco, ci diceva che aveva questi libri da anni e ogni tanto tentava di mettersi lì col vocabolario per cercare di tradurli e poterli leggere, ma si fermava dopo poche pagine. E' stato il Doc a dire: "Sess, perchè non li traduci tu?" Io ho dato la mia classica risposta: "Mah, non so." Ma ci ho ripensato con calma di ritorno a casa e mi son detto: "Perchè no?" Era davvero una cosa che non avevo mai fatto tradurre un libro intero; i testi delle canzoni sì, è sicuramente più facile, anche se l'inglese è comunque infido, perchè con poche parole riescono ad esprimere quello che noi facciamo con il doppio delle parole. Così mi sono procurato i libri tramite Ebay, poichè sono degli anni '70 (hanno avuto una ristampa in volumi negli anni '90 ma sono abbastanza introvabili), poi mi sono visto con Fritz a casa sua e lì mi ha fatto vedere materiale utile e mi ha dato delle dritte. Così ho cominciato, mi sono procurato altro materiale, ho studiato e piano piano mi sono immerso nella traduzione. Il libro, diciamolo a scanso di equivoci, non è un capolavoro. Richard Allen era uno scrittore canadese, specializzato in pulp stories, che negli anni 70 fu reclutato dalla New English Library per scrivere quelli che ora possiamo chiamare "instant books" sui culti giovanili dell'epoca. Nel libro c'è tutto quanto poteva interessare a un teenager: violenza, sesso, parolacce. Pur non essendo lui uno skinhead (aveva già quarant'anni all'epoca), Allen è riuscito a creare un personaggio come Joe Hawkins che ha colpito l'immaginazione di molti ragazzi (c'è pure una canzone degli Oppressed che si chiama proprio "Joe Hawkins").
L'anno scorso è stato l'anno horribilis con l'incidente che, pur regalandomi del tempo libero mi ha un pò bloccato a livello mentale (non riuscivo ad uscire da quella cazzo di metropolitana, ormai quelle pagine me le sognavo di notte!), poi situazioni poco simpatiche in ufficio ecc. A gennaio di quest'anno sono arrivato a tradurre "THE END" e da lì ho cominciato il lavoro di revisione: avevo trovato un nuovo traduttore on-line (quello di Repubblica) molto buono e quindi tutte le prime trenta pagine le ho riviste alla luce di questo, ma soprattutto dovevo trovare una forma italiana che suonasse corretta, tra sinonimi e coniugazioni. All'inizio di luglio ho detto "BASTA!", ho consegnato una copia del lavoro alle 3 persone che sapevano, Fritz, il Doc e Paco, ad agosto un'altra al piccolo-ma-grande Roberto. Mercoledì scorso il libro è arrivato in libreria in traduzione ufficiale da parte della Shake. Incredulità, delusione, incazzatura, senso di inutilità. Hanno usato per la copertina la foto che era comparsa nelle ristampe in volumi e pensavo che ci fossero più episodi, invece no, è esattamente lo stesso libro che ho tradotto io. Ecco l'edizione italiana:

E la copertina originale del 1971:

Diciamolo, ci sono rimasto di merda. E' vero che con Fritz si era parlato di un'eventuale pubblicazione, ma col problema dei diritti d'autore sarebbe stata una cosa clandestina, il Doc aveva proposto ad esempio la pubblicazione a puntate su una fanzine. Adesso tutto questo non ha più importanza. Però. L'esperienza a me è servita per diversi motivi. Ho scoperto di avere molti limiti sia nell'inglese, e lo sapevo, che nell'italiano, ma anche questo lo sapevo. Non avevo detto in giro di questa cosa perchè non ero sicuro di arrivare in fondo e se non ero contento del risultato non se ne sarebbe fatto niente. Umanamente è stato un grande punto di svolta, perchè ho potuto conoscere meglio Fritz ed è nata una bellissima amicizia, per me fondamentale, e questo vale più di tutto l'oro del mondo. Ho potuto conoscere un pò l'ambiente, almeno la parte "sana", mi piace lo stile, la musica (il cosiddetto "skinhead reggae") e ho conosciuto altre persone fantastiche come Paco & Daniela. E dopo avere letto la versione ufficiale, posso dire che, anche se il mio è stato un lavoro artigianale e senza aiuti esterni, il mio risultato finale è molto vicino a quello stampato. Sono stato bravo insomma e pazienza se non passerò alla storia come primo traduttore del libro. E la Gloria? E' solo una vecchia canzone di Umberto Tozzi. ;-)

venerdì 17 settembre 2010

Arcade Cerino

Insomma, a me 'sto nuovo album degli Arcade Fire non piace per niente. Ho provato a dargli un'altra possibilità l'altro giorno, l'ho riascoltato tutto, ma niente, calma piatta. In una parola: MOSCIO. Così come ho detto al buon Lucien. E mi spiace, perchè gli Arcade Fire mi sono piaciuti subito e "Funeral" è un grande album di esordio. Recuperato anche l'E.P. omonimo che lo precedeva, mi ero convinto di aver trovato una band con un suono nuovo ma con tocchi riferiti al passato (Talking Heads e New Order) e un'impronta originale che faceva ben sperare per il futuro. Grande successo di critica, di pubblico, fans illustri con cui duettare (U2 e David Bowie), logico che il secondo album fosse atteso con trepidazione. "Neon Bible" non tradisce le attese, ma gli manca giusto qualcosa per essere il disco fondamentale che avrebbe dovuto essere. Il successo è di nuovo grande e ormai il nome degli Arcade Fire diventa una nuova pietra di paragone. Arriviamo al 2010 ed ecco uscire "The Suburbs". Io l'ho comprato il giorno dell'uscita e mi sono scelto la copertina tra le 5/6 disponibili. L'avevo scaricato in anteprima pochi giorni prima e il primo ascolto mi aveva lasciato un pò perplesso, ma ho pensato che sarebbe cresciuto coi successivi ascolti. Rien de rien, sembra di sentire cose già ascoltate ma con meno verve e inventiva, e anche il fatto che Regine abbia meno spazio del solito per la sua voce mi ha sorpreso negativamente, tenuto conto che nel frattempo Win Butler è diventato monocorde...cioè palloso. Le critiche sembrano buone, probabile disco dell'anno in competizione coi National di "High Violet" (che non è un capolavoro manco questo, ma almeno è di buon livello)...boh, si vede che non sono più in sintonia coi tempi che corrono. Ma dato che delle classifiche di fine anno non me ne importa più una sega, se questo è il disco dell'anno, POVERI VOI!
Adieu!

giovedì 9 settembre 2010

You're not alone!

MARC ALMOND "Rock'n'Roll Suicide" (live)

mercoledì 8 settembre 2010

Nuove ossessioni

ZOLA JESUS "Manifest Destiny"