Citazione rubata a Woody Allen. Ma niente cinema. Stavolta è seria. Mi trovo anch'io a parlare, dopo i miei amici e blogger Franco e Wilson, di malessere, non dovuto a influenza vera o presunta. Malessere che ti cresce dentro e non ti molla e non sai perchè. Il mio malessere, quello che non mi fa stare tranquillo, quello che qualche volta mi fa venire voglia di spaccare tutto, quello che mi fa pensare a un futuro non proprio positivo. Non che io sia mai stato un ottimista, ma negli ultimi anni ho cercato di vedere il bicchiere mezzo pieno. Ho avuto il mio momento di grazia tra il 2006 e il 2007; inizialmente è stato il corso di shiatzu che ho frequentato per due anni che ha cominciato ad aprirmi la mente e cercare qualcosa di nuovo. Anche lì però ho avuto un problema per cui mi sono fermato a un livello intermedio e non ho fatto il balzo definitivo per diventare operatore, è che quel terzo livello è stato massacrante anche a livello emotivo e quindi non ho proseguito. I primi tre mesi del 2007 hanno visto in rapida sequenza: la fine del corso, l'inizio di una cura in erboristeria e il mio ingresso nel web su MySpace. La cura, iniziata per un problema specifico, ha poi influito positivamente su tutto l'organismo, tanto che mi sono ritrovato ad avere un'energia insospettabile, per cui potevo dire che "non sono mai stato così bene in tutta la mia vita" e per cui potevo andare in un locale fino alle 2 e alzarmi dopo poche ore per andare al lavoro senza problemi (magari nel dopo pausa pranzo la palpebra tendeva a calare...). Ho cominciato a frequentare di più i locali perchè contemporaneamente grazie a MySpace trovavo nuova musica e nuovi contatti e piano piano ho conosciuto un pò di gente e di artisti, per cui devo dire grazie a un social network perchè mi ha aiutato molto. Lo dico, sono sempre stato una persona timida, quindi il contatto con persone nuove non è mai facile, ma nel corso del tempo ho cercato di "farmi violenza" e buttarmi un pò di più. Certo trovare una persona con cui entrare veramente in sintonia è un lavoro duro, ma ho ottenuto qualche bel risultato. Se ho difficoltà metto lì un sorriso che è quasi sempre sincero, a volte lo uso per difendermi, è dura là fuori.
Anche i miei gusti musicali cambiano e metto in discussione molte delle mie certezze, quindi anche la mia (ri)scoperta del punk è dovuta ai miei cambiamenti interni e di cervello, improvviso capisco la grandezza della semplicità dei Ramones e il loro "one-two-three-four" non sembra poi così stupido.
Nel 2008 invece tutto comincia ad incrinarsi, cambia la situazione politica, escono le scandalose sentenze del G8 e piano piano comincia a montare la rabbia dentro e anche sul lavoro qualcosa cambia, la mia capo che va in pensione a fine anno, nuove responsabilità che non avevo chiesto. Però so di essere un privilegiato ad avere quel lavoro, vista la situazione di crisi che viene a crearsi; sento diversa gente che ha difficoltà a mantenere un lavoro o lo perde addirittura, anche nel cerchio delle mie amicizie e la cosa mi fa star male per loro e mi fa sentire in colpa perchè ho la fortuna di avere un posto fisso che (forse) non mi toglieranno mai, anche se sono un "fannullone" per decreto. Il 2008 però mi porta nuove conoscenze, alcune fondamentali, grazie anche al blog. E arriviamo al 2009 che comincia con due concerti di amici (i Ramoni e Zaio), ma all'inizio di febbraio mi capita l'incidente che mi stende fisicamente, tra due interventi e l'infezione che mi devasta (penso di essermerla vista veramente brutta, però anche nel momento più buio non ho mai pensato al peggio, piuttosto pensavo "prima o poi finirà, questa dannata febbre"). Quindi il ritorno a casa, stampella, esami, fisio ecc. Il ritorno sul lavoro non è stato indolore, mi sento sempre più distante da chi mi circonda (ma questo era già esploso l'anno prima, anche con quelli con cui ho vissuto di più, comincio a non ritrovarmi più in quello che dicono) e col mio nuovo capo, un trentenne, non è che ci sia un feeling armonioso, anche se fingo che tutto vada bene (ogni tanto mi viene in mente "Datemi un martello"...). Ieri ho detto qualcosa che ha infastidito una mia compagna di stanza, ma l'ho saputo solo oggi dal capo; non me ne preoccupo più di tanto perchè non è una persona che stimo, nè la odio, mi è semplicemente indifferente. Da domani limiterò ancora di più le mie scarse parole, così non faccio danni e riprenderò a lavorare con le cuffiette, che mi diverto di più e rendo di più. Per questo non vedo l'ora che sia giugno dell'anno prossimo quando buona parte dell'ufficio si trasferirà altrove...o meglio ritorniamo da dove siamo partiti 10 anni fa, però un cambiamento mi ci vuole.
Ma di cosa dovrei lamentarmi dopo tutto? Una casa ce l'ho, un lavoro anche, amici pure. Ok, la situazione economica è un pò verso il rosso, spero di arrivare in fondo al 2010 senza troppi traumi e rinunce. Mi manca l'amore, ma questo è un lusso che ora non posso permettermi. E' che sono arrivato fino a qui e non vedo prospettive per il futuro, sento di non aver creato niente, mi sento inutile, ma non posso buttarmi giù, ho ancora due genitori anziani che contano su di me, vorrei riuscire a fare qualcosa in più per loro. Cerco di tenere il cervello impegnato, perchè se mi fermo a pensare a me...non lo so. Potrei cambiare il titolo del blog in "Perso" e basta. Almeno mi rimane la musica, che è la grande consolatrice. Pensavo di mettere "Lost" dei Church o un altro pezzo sempre tratto da "Starfish", ma poi ho ripensato a questo dei Soft Cell. Tra l'altro prima o poi doveva capitare su questi schermi Marc Almond, che è uno dei miei artisti preferiti. Ho scelto "Frustration" che apriva il loro primo album "Non Stop Erotic Cabaret", ma la versione è quella originaria apparsa sull'EP autoprodotto "Mutant Moments", molto scarna e meno simpatica, più fastidiosa all'ascolto dell'altra. Cito giusto qualche verso: "Sono nato/un giorno morirò/c'è stato qualcosa in mezzo/non so che cosa o perchè" o anche: "Non ho fatto niente/non ho ottenuto niente/lavoro per una ditta ma vorrei darle fuoco". Passerà...?
giovedì 19 novembre 2009
Dio è morto, Marx è morto e anche io non mi sento tanto bene
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domenica 15 novembre 2009
Oi Sunday!
MENACE "G.L.C."
Ho scaricato l'altro giorno una compilation tripla che si chiama "Lords Of Oi!" e il primo brano è questo. Dei Menace conoscevo già il singolo "I Need Nothing" (su consiglio di Fritz) e di questo pezzo mi piace molto il ritornello: "guilty guilty/guilty guilty/YOU'RE FULL OF SHIT, SHIT, SHITSHITSHITSHIT!". Semplice e diretto.
Ho scaricato l'altro giorno una compilation tripla che si chiama "Lords Of Oi!" e il primo brano è questo. Dei Menace conoscevo già il singolo "I Need Nothing" (su consiglio di Fritz) e di questo pezzo mi piace molto il ritornello: "guilty guilty/guilty guilty/YOU'RE FULL OF SHIT, SHIT, SHITSHITSHITSHIT!". Semplice e diretto.
venerdì 13 novembre 2009
martedì 10 novembre 2009
Love Songs - Episodio 6
RED HOUSE PAINTERS "Katy Song"
Una via d'uscita, una porta da aprire
questo sentiero sembra il più buio ma suppongo sia il più veloce
ma là nella radura so che indosserai il tuo giovane sorriso sofferente
e saluterai con la mano
non posso stare bene con il cuore quando non riesco a sentire cosa c'è dentro
pensavo che saresti venuta ma per qualche motivo non l'hai fatto
vetri sul pavimento sotto la mia scarpa
senza di te è tutto ciò a cui ammonta la mia vita.
Un sonno finale
nessuna parola dalla mia bocca tagliente al tuo orecchio
o nessun pizzicotto cattivo dalle mie dita alla tua faccia triste che non riesco a guarire
so che domani sarai da qualche parte a Londra a convivere con qualcuno
hai una specie di famiglia a cui rivolgerti
ed è più di quello che io potrei mai darti.
Una possibilità di quiete
una speranza di libertà
uno sbocco per il mio freddo regno solitario
vicino alla foresta della nostra sorgente starò dove sei andata via
e dove hai lasciato una parte di me a sanguinare
vuoto e confuso guardando l'acqua
tranquillo in un angolo
intontito e a pezzi
senza di te a cosa ammonta la mia vita?
Una via d'uscita, una porta da aprire
questo sentiero sembra il più buio ma suppongo sia il più veloce
ma là nella radura so che indosserai il tuo giovane sorriso sofferente
e saluterai con la mano
non posso stare bene con il cuore quando non riesco a sentire cosa c'è dentro
pensavo che saresti venuta ma per qualche motivo non l'hai fatto
vetri sul pavimento sotto la mia scarpa
senza di te è tutto ciò a cui ammonta la mia vita.
Un sonno finale
nessuna parola dalla mia bocca tagliente al tuo orecchio
o nessun pizzicotto cattivo dalle mie dita alla tua faccia triste che non riesco a guarire
so che domani sarai da qualche parte a Londra a convivere con qualcuno
hai una specie di famiglia a cui rivolgerti
ed è più di quello che io potrei mai darti.
Una possibilità di quiete
una speranza di libertà
uno sbocco per il mio freddo regno solitario
vicino alla foresta della nostra sorgente starò dove sei andata via
e dove hai lasciato una parte di me a sanguinare
vuoto e confuso guardando l'acqua
tranquillo in un angolo
intontito e a pezzi
senza di te a cosa ammonta la mia vita?
sabato 7 novembre 2009
THE WATERBOYS "Old England"
Un uomo guarda su verso un cielo giallo
e la pioggia si trasforma in ruggine nel suo occhio
le chiacchiere sulla sua salute sono falsità
la Vecchia Inghilterra sta morendo.
I suoi vestiti sono di uno sporco color azzurro
e le sue vecchie scarpe sono sfondate
lui ruba a me e dice bugie a te
la Vecchia Inghilterra sta morendo.
Canta ancora una canzone dell'Impero
mantiene ancora forte il suo esercito navale
conficca ancora la sua bandiera là dove rimane malata
la Vecchia Inghilterra sta morendo.
Mi stai chiedendo cos'è che mi fa singhiozzare adesso
cos'è che mi fa tremare così
beh, sto davvero congelando per il vento
e sono intorpidito dalla neve che mi colpisce come un pugno
e che scende dall'alto dei cieli gialli
giù fino a dove sventola la beneamata bandiera dell'Inghilterra
dove le case sono calde e le madri sospirano
dove i comici ridono e i neonati piangono
dove i criminali sono ripresi dalla tv e i politici fraternizzano
dove i giornalisti sono dignitosi e tutti sono educati
e i bambini ti fissano con occhi pieni di eroina.
La Vecchia Inghilterra sta morendo!
E' scesa la sera
i cigni stanno cantando
l'ultima campana della domenica sta suonando
il vento sta sibilando tra gli alberi
e la Vecchia Inghilterra sta morendo.
Un uomo guarda su verso un cielo giallo
e la pioggia si trasforma in ruggine nel suo occhio
le chiacchiere sulla sua salute sono falsità
la Vecchia Inghilterra sta morendo.
I suoi vestiti sono di uno sporco color azzurro
e le sue vecchie scarpe sono sfondate
lui ruba a me e dice bugie a te
la Vecchia Inghilterra sta morendo.
Canta ancora una canzone dell'Impero
mantiene ancora forte il suo esercito navale
conficca ancora la sua bandiera là dove rimane malata
la Vecchia Inghilterra sta morendo.
Mi stai chiedendo cos'è che mi fa singhiozzare adesso
cos'è che mi fa tremare così
beh, sto davvero congelando per il vento
e sono intorpidito dalla neve che mi colpisce come un pugno
e che scende dall'alto dei cieli gialli
giù fino a dove sventola la beneamata bandiera dell'Inghilterra
dove le case sono calde e le madri sospirano
dove i comici ridono e i neonati piangono
dove i criminali sono ripresi dalla tv e i politici fraternizzano
dove i giornalisti sono dignitosi e tutti sono educati
e i bambini ti fissano con occhi pieni di eroina.
La Vecchia Inghilterra sta morendo!
E' scesa la sera
i cigni stanno cantando
l'ultima campana della domenica sta suonando
il vento sta sibilando tra gli alberi
e la Vecchia Inghilterra sta morendo.
venerdì 6 novembre 2009
mercoledì 4 novembre 2009
domenica 1 novembre 2009
martedì 27 ottobre 2009
Perchè te ne sei andato?
BILLY MACKENZIE "Wild Is The Wind" (live on tv)
Un post a ruota libera, senza andare a cercare dati certi, ma basandomi sulla memoria e quindi imperfetto. Billy Mackenzie, un personaggio di culto che avrebbe meritato di più in ogni senso, anche dalla vita. In duo con Alan Rankine forma gli Associates sul finire dei '70. Un primo album nell'80 "The Affectionate Punch", che ottiene un buon riscontro dalla critica, poi una serie di singoli per tutto l'81 che vengono ricompilati in "Fourth Drawer Down" e dove la formula electropop un pò oscuro + la voce bowiana e sopra le righe di Billy, prende una forma più precisa rispetto al primo disco. Nel 1982 il botto: preceduto dal singolo "Party Fears Two" che vende bene, esce "Sulk", che pur nella marea di dui electropop presenti sul mercato (Soft Cell, Yazoo, Blancmange, Eyeless In Gaza, Vicious Pink Phenomena ecc.) trova il suo spazio. Un suono molto denso e un pò compresso avvolge tutto il disco, che dopo un frizzante strumentale "Arrogance Gave Him Up" si frastaglia tra una drammatica "No", una sghemba "Bapdelabap", una cover di "Gloomy Sunday" canzone maledetta degli anni 30 che spinse diverse persone al suicidio per la sua tristezza e ripresa nel tempo da più persone (Billie Holliday, tanto per fare un nome), ma che è forse il momento più pop di tutto il disco; poi la follia di "Nude Spoons", la perfezione di "Skipping" (avrebbe potuto essere un singolo), la discreta "It's Better This Way", i due singoli "Party Fears Two" e "Club Country" (altro buon successo in classifica) e per finire un altro strumentale, dimenticabile e dal titolo lunghissimo. Stavolta la formazione si allarga fino a creare un vero e proprio gruppo che comprende anche Michael Dempsey al basso, appena uscito dai Cure, e Martha Ladly, voce e tastiere, proveniente da Martha & The Muffins. Giova dire che nonostante la confezione (quasi) pop dei brani, i testi di Billy sono piuttosto strani e non ovvi; certo che la frase "The alcohol loves you while turning you blue" (L'alcool ti ama mentre ti rende triste) da "Party Fears Two" è decisamente autobiografica e ciò comporterà i primi problemi di stabilità. Infatti, dopo un altro singolo con una cover di "Love Hangover" di Diana Ross e la ripubblicazione di "The Affectionate Punch" con diverso mixaggio e copertina nuova per sfruttare il buon successo di vendite, Billy e Alan si separano. Alan Rankine comincerà una carriera solista soprattutto nel campo delle colonne sonore, mentre Billy si tiene il nome Associates e registra un nuovo disco. Ma la sfortuna comincia a presentare il conto: il disco è già finito e comprende anche un prezioso duetto con Annie Lennox, ma un incendio nello studio di registrazione distrugge i nastri. Billy non si perde d'animo (è pur sempre un tosto scozzese) e decide di ri-registrare il disco senza cambiare una virgola; non è però possibile replicare il duetto con Annie e quindi sarà la corista Eddi Reader, futura cantante dei Fairground Attraction, a cantare in "The Best Of You". L'album è un pò come il suo titolo, "Perhaps"(Forse), a metà strada fra canzoni più tradizionali come "Those First Impressions" e "Waiting For The Loveboat" e stranezze come "Schampout" e "Helicopter Helicopter". Un'unica grande canzone, la ballata "Breakfast", che però non raccoglie posizioni in classifica. A poco a poco l'interesse per gli Associates scema, Billy collabora con la B.E.F. nei due volumi di "Music of Quality And Distinction" e con gli Yello; riceve anche un omaggio dagli Smiths, in quanto il William di "William It Was Really Nothing" era lui. Cerca di proseguire una carriera solista, ma i problemi di alcool gli impediscono di seguire una linea certa. Negli anni 90 si trova a collaborare con Paul Haig, altro scozzese ex dei Josef K, ma nel 1997 dopo aver concluso le registrazioni dell'album "Beyond The Sun" Billy viene trovato morto in casa della madre per overdose di antidepressivi. Un'annata disgraziata che vede anche la strana e assurda morte di Jeff Buckley. Billy, come Jeff, e come anche Adrian Borland dei Sound, era un personaggio dotato di una sensibilità spiccata che probabilmente cozzava contro un mondo, non solo quello musicale, spesso spietato e con meccanismi stritolanti per chi non ha i mezzi giusti per difendersi. Mi piace ricordare il suo sorriso luminoso che faceva stringere i suoi occhi neri e naturalmente la sua voce che, come nel video sopra, riusciva anche a battere quella del maestro Bowie sul suo stesso campo, dato che "Wild Is The Wind", canzone tratta dalla colonna sonora del film omonimo (credo degli anni '50) era stata incisa anche da David. Concludo con la canzone che chiudeva "Beyond The Sun", uscito postumo, e ultima canzone incisa da Billy. Vi chiedo se possibile di ascoltarla in cuffia e a luci soffuse, prendendo il tempo necessario. E capirete il titolo di questo post.
BILLIE MACKENZIE "Nocturne VII"
Un post a ruota libera, senza andare a cercare dati certi, ma basandomi sulla memoria e quindi imperfetto. Billy Mackenzie, un personaggio di culto che avrebbe meritato di più in ogni senso, anche dalla vita. In duo con Alan Rankine forma gli Associates sul finire dei '70. Un primo album nell'80 "The Affectionate Punch", che ottiene un buon riscontro dalla critica, poi una serie di singoli per tutto l'81 che vengono ricompilati in "Fourth Drawer Down" e dove la formula electropop un pò oscuro + la voce bowiana e sopra le righe di Billy, prende una forma più precisa rispetto al primo disco. Nel 1982 il botto: preceduto dal singolo "Party Fears Two" che vende bene, esce "Sulk", che pur nella marea di dui electropop presenti sul mercato (Soft Cell, Yazoo, Blancmange, Eyeless In Gaza, Vicious Pink Phenomena ecc.) trova il suo spazio. Un suono molto denso e un pò compresso avvolge tutto il disco, che dopo un frizzante strumentale "Arrogance Gave Him Up" si frastaglia tra una drammatica "No", una sghemba "Bapdelabap", una cover di "Gloomy Sunday" canzone maledetta degli anni 30 che spinse diverse persone al suicidio per la sua tristezza e ripresa nel tempo da più persone (Billie Holliday, tanto per fare un nome), ma che è forse il momento più pop di tutto il disco; poi la follia di "Nude Spoons", la perfezione di "Skipping" (avrebbe potuto essere un singolo), la discreta "It's Better This Way", i due singoli "Party Fears Two" e "Club Country" (altro buon successo in classifica) e per finire un altro strumentale, dimenticabile e dal titolo lunghissimo. Stavolta la formazione si allarga fino a creare un vero e proprio gruppo che comprende anche Michael Dempsey al basso, appena uscito dai Cure, e Martha Ladly, voce e tastiere, proveniente da Martha & The Muffins. Giova dire che nonostante la confezione (quasi) pop dei brani, i testi di Billy sono piuttosto strani e non ovvi; certo che la frase "The alcohol loves you while turning you blue" (L'alcool ti ama mentre ti rende triste) da "Party Fears Two" è decisamente autobiografica e ciò comporterà i primi problemi di stabilità. Infatti, dopo un altro singolo con una cover di "Love Hangover" di Diana Ross e la ripubblicazione di "The Affectionate Punch" con diverso mixaggio e copertina nuova per sfruttare il buon successo di vendite, Billy e Alan si separano. Alan Rankine comincerà una carriera solista soprattutto nel campo delle colonne sonore, mentre Billy si tiene il nome Associates e registra un nuovo disco. Ma la sfortuna comincia a presentare il conto: il disco è già finito e comprende anche un prezioso duetto con Annie Lennox, ma un incendio nello studio di registrazione distrugge i nastri. Billy non si perde d'animo (è pur sempre un tosto scozzese) e decide di ri-registrare il disco senza cambiare una virgola; non è però possibile replicare il duetto con Annie e quindi sarà la corista Eddi Reader, futura cantante dei Fairground Attraction, a cantare in "The Best Of You". L'album è un pò come il suo titolo, "Perhaps"(Forse), a metà strada fra canzoni più tradizionali come "Those First Impressions" e "Waiting For The Loveboat" e stranezze come "Schampout" e "Helicopter Helicopter". Un'unica grande canzone, la ballata "Breakfast", che però non raccoglie posizioni in classifica. A poco a poco l'interesse per gli Associates scema, Billy collabora con la B.E.F. nei due volumi di "Music of Quality And Distinction" e con gli Yello; riceve anche un omaggio dagli Smiths, in quanto il William di "William It Was Really Nothing" era lui. Cerca di proseguire una carriera solista, ma i problemi di alcool gli impediscono di seguire una linea certa. Negli anni 90 si trova a collaborare con Paul Haig, altro scozzese ex dei Josef K, ma nel 1997 dopo aver concluso le registrazioni dell'album "Beyond The Sun" Billy viene trovato morto in casa della madre per overdose di antidepressivi. Un'annata disgraziata che vede anche la strana e assurda morte di Jeff Buckley. Billy, come Jeff, e come anche Adrian Borland dei Sound, era un personaggio dotato di una sensibilità spiccata che probabilmente cozzava contro un mondo, non solo quello musicale, spesso spietato e con meccanismi stritolanti per chi non ha i mezzi giusti per difendersi. Mi piace ricordare il suo sorriso luminoso che faceva stringere i suoi occhi neri e naturalmente la sua voce che, come nel video sopra, riusciva anche a battere quella del maestro Bowie sul suo stesso campo, dato che "Wild Is The Wind", canzone tratta dalla colonna sonora del film omonimo (credo degli anni '50) era stata incisa anche da David. Concludo con la canzone che chiudeva "Beyond The Sun", uscito postumo, e ultima canzone incisa da Billy. Vi chiedo se possibile di ascoltarla in cuffia e a luci soffuse, prendendo il tempo necessario. E capirete il titolo di questo post.
BILLIE MACKENZIE "Nocturne VII"
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domenica 25 ottobre 2009
venerdì 23 ottobre 2009
Tre + Tre
FUN BOY THREE with BANANARAMA "T'Aint What You Do (It's The Way That You Do It)
BANANARAMA with FUN BOY THREE "He Was Really Sayin' Somethin'"
Capita che ti ritorni un motivetto in testa senza alcuna ragione plausibile...almeno a me succede spesso. E così in qualche modo torno a parlare di ska, anche se qui siamo dopo, a quando Terry Hall, Lynval Golding e Neville Staples lasciano gli Specials e diventano i Fun Boy Three. Dopo un primo singolo "The Lunatics Have Taken Over The Asylum" ("I pazzi hanno preso il controllo del manicomio" amorevolmente dedicato a Reagan e Thatcher), Terry vede su una rivista una foto delle Bananarama e questo basta a convincerlo che siano molto brave a cantare (!); le ragazze accettano molto facilmente di duettare e nascono così "T'Aint What You Do..." (una cover che arriva dagli anni '30) che finisce sul disco dei boys e "He Was Really...(cover di un pezzo Motown anni '60 delle Velvelettes) che finisce su quello delle girls (anche loro avevano alle spalle un singolo "Aie M'Wana"). Penso che il primo album dei Fun Boy Three sia uno dei dischi più strani che ho. Ok, è un disco pop, niente di estremo o radicale, ma è il suono che ancora adesso risulta "strano". Sarebbe un disco quasi tutto elettronico, ma non lo sembra, ci sono queste percussioni un pò tribali e vai a capire quali sono vere e quali no. Tutto il disco ha un andamento ondeggiante, ma c'è un motivo, in quanto i pezzi venivano composti durante il tragitto in treno Coventry/Londra e l'idea del movimento sussultorio risuona tra i solchi. Esce un altro singolo dall'album "The Telephone Always Rings", poi una versione del classicissimo "Summertime" che nel loro trattamento sembra molto distante dall'originale, ma secondo me ha invece degli accenti gospel nei cori che tornano alle origini del pezzo (il musical "Porgy and Bess" con protagonisti di colore) e l'arrangiamento con violini e fiati molto discreti è fantastico. Dopo si occuperà di loro David Byrne che produrrà il secondo disco, ma a parte un paio di pezzi, tra cui la loro versione di "Our Lips Are Sealed" delle Go-Go's (canzone in realtà scritta in tandem da Terry Hall e Jane Wiedlin) non c'è molto da ricordare, tanto è vero che dopo il tour in cui avevano un gruppo di musiciste donne (le Fun Girl Six?) i tre si separano. Intanto torno a fischiettare quei motivetti...
BANANARAMA with FUN BOY THREE "He Was Really Sayin' Somethin'"
Capita che ti ritorni un motivetto in testa senza alcuna ragione plausibile...almeno a me succede spesso. E così in qualche modo torno a parlare di ska, anche se qui siamo dopo, a quando Terry Hall, Lynval Golding e Neville Staples lasciano gli Specials e diventano i Fun Boy Three. Dopo un primo singolo "The Lunatics Have Taken Over The Asylum" ("I pazzi hanno preso il controllo del manicomio" amorevolmente dedicato a Reagan e Thatcher), Terry vede su una rivista una foto delle Bananarama e questo basta a convincerlo che siano molto brave a cantare (!); le ragazze accettano molto facilmente di duettare e nascono così "T'Aint What You Do..." (una cover che arriva dagli anni '30) che finisce sul disco dei boys e "He Was Really...(cover di un pezzo Motown anni '60 delle Velvelettes) che finisce su quello delle girls (anche loro avevano alle spalle un singolo "Aie M'Wana"). Penso che il primo album dei Fun Boy Three sia uno dei dischi più strani che ho. Ok, è un disco pop, niente di estremo o radicale, ma è il suono che ancora adesso risulta "strano". Sarebbe un disco quasi tutto elettronico, ma non lo sembra, ci sono queste percussioni un pò tribali e vai a capire quali sono vere e quali no. Tutto il disco ha un andamento ondeggiante, ma c'è un motivo, in quanto i pezzi venivano composti durante il tragitto in treno Coventry/Londra e l'idea del movimento sussultorio risuona tra i solchi. Esce un altro singolo dall'album "The Telephone Always Rings", poi una versione del classicissimo "Summertime" che nel loro trattamento sembra molto distante dall'originale, ma secondo me ha invece degli accenti gospel nei cori che tornano alle origini del pezzo (il musical "Porgy and Bess" con protagonisti di colore) e l'arrangiamento con violini e fiati molto discreti è fantastico. Dopo si occuperà di loro David Byrne che produrrà il secondo disco, ma a parte un paio di pezzi, tra cui la loro versione di "Our Lips Are Sealed" delle Go-Go's (canzone in realtà scritta in tandem da Terry Hall e Jane Wiedlin) non c'è molto da ricordare, tanto è vero che dopo il tour in cui avevano un gruppo di musiciste donne (le Fun Girl Six?) i tre si separano. Intanto torno a fischiettare quei motivetti...
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martedì 20 ottobre 2009
Sempre valido e reciproco
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