E arriviamo in fondo a queste celebrazioni per il trentennale della 2 Tone. Avevamo lasciato gli Specials in piena estate del 1981 al numero 1 con "Ghost Town" e contemporaneamente con l'uscita di scena di Terry, Neville e Lynval pronti a diventare Fun Boy Three e di Roddy ad inseguire la sua vena rockabilly (tornata di moda grazie al successo degli Stray Cats, usciti giusto in quel periodo). Di lì a poco anche il bassista Horace lascerà quando si farà coinvolgere dalla setta Exegesis, un culto para-religioso di cui Horace parlerà brevemente nel suo libro. Jerry Dammers è comunque pronto a continuare, riportando in auge la vecchia denominazione Special AKA. La prima uscita è il singolo "The Boiler" cantata da Rhoda Dakar, pezzo che era già nel repertorio delle Bodysnatchers, il suo ex-gruppo, ma non era stato inciso. Ed è una bomba. Ad orologeria. Il pezzo, nonostante una base easy-lounge molto carina, è un quasi rap dove Rhoda parla di uno stupro, interpretando anche le voci di lei e lui creando una tensione insostenibile che diventa insopportabile alla fine quando cominciano le urla di dolore. Riascoltato poco tempo fa, è ancora carico di tutta la sua drammaticità e non sono riuscito a trattenere una lacrima. Uscito a breve distanza da un caso di cronaca che vedeva uno stupratore assolto con una multa, fu trasmesso una volta per radio di giorno, ma viste le numerose telefonate di protesta, fu relegato in tarda serata e riuscì comunque ad entrare nelle zone basse della classifica. Su Youtube c'è un'esibizione dal vivo della sola Rhoda che canta su una base preregistrata, ma il video si interrompe proprio nel finale, quindi togliendo efficacia alla situazione. Se volete comunque lo metto.
Mentre si cerca di lanciare senza successo nuovi gruppi, gli Apollinaires e gli Higsons (che proponevano il white funk di moda nel periodo), Jerry raduna un nucleo di musicisti per preparare il nuovo album, comprendente l'altro sopravvissuto degli Specials, il batterista John Bradbury. Il tutto comincia nel 1982 e finisce, dopo un sacco di soldi spesi, nel 1984. Escono tre singoli: "War Crimes", "Racist Friend" e "Nelson Mandela". Sorvolando un attimo il primo, comunque degno, passo a "Racist Friend", uno di quei rari casi in cui il messaggio politico si sposa a una forma semplice e orecchiabile, basato su un riff di tromba di Dick Cuthell. "Se hai un amico razzista/adesso è il momento che la tua amicizia finisca/anche se è tua sorella o tuo fratello/o tuo cugino o tuo zio o il tuo amante". Eccola qui:
Il colpo di genio fu però "Nelson Mandela". Figura simbolo del movimento anti-apartheid, era in prigione da 21 anni quando Jerry venne a conoscenza della sua storia. La canzone fu registrata in soli 4 giorni ed entrò presto in classifica e con tutte le ragioni. Penso sia una delle migliori canzoni politiche mai create e in più la puoi anche ballare; sfido chiunque a non battere il piedino a tempo quando parte la musica. Il brano fu ovviamente censurato in Sudafrica, ma il messaggio riuscì ad arrivare lo stesso e Jerry rimase sorpreso ed orgoglioso quando vide in tv un servizio giornalistico su una rivolta di neri a Johannesburg che intovanano la canzone. Il movimento anti-apartheid proseguì negli anni successivi con "Sun City", voluta da Little Steven e nel 1988 ci fu un grande concerto-benefit a favore della scarcerazione di Nelson. L'anno successivo finalmente Mandela viene liberato e nel 1990 un altro mega-concerto, a cui sarà egli stesso presente, sancirà definitivamente la fine dell'apartheid, e naturalmente il pezzo sarà l'inno della serata. For your pleasure:
L'uscita dell'album "In The Studio" non viene promossa con un tour in quanto il nuovo cantante Stan Campbell lascia il gruppo appena prima che il disco arrivi nei negozi. Si preferisce così usare i video, uno per ogni canzone, già preparati. Esce un ultimo singolo ed è un altro pezzo delizioso dove Jerry è il cantante. Già il titolo "Quello che più mi piace di te è la tua ragazza" prepara l'atmosfera divertente della canzone, corredata anche dal video che vedete qui sotto.
L'album non riceve il successo sperato, nonostante a me piaccia molto, e quindi la storia finisce qui. L'anno successivo Jerry partecipa al singolo benefit per l'Etiopia "Starvation", che vedeva riuniti membri di Specials, Madness, UB40 e degli originali Pioneers che avevano portato al successo la canzone nel 1970. Nel corso degli anni si è parlato spesso di una reunion degli Specials, soprattutto durante gli anniversari della fondazione della 2 Tone (15 anni, 20, 25). L'anno scorso si riesce ad arrivare a una reunion non suonata quando la rivista Mojo fa entrare gli Specials nella sua Hall Of Fame. La decisione per un tour nel 2009 viene presa lì. All'inizio dell'anno nella natia Coventry cominciano le celebrazioni con l'apposizione di apposite placche commemorative rotonde, che ricordano l'etichetta dei dischi, nei luoghi simbolo come studi di registrazione e locali dove gli Specials avevano suonato. Il tour si è svolto in aprile, ma Jerry non c'era. Perchè? Non sono riuscito a capirlo del tutto, anche in un recente articolo su Record Collector si parlava genericamente di contrasti, senza specificare di che natura. Dai video presenti su Youtube, la band mi sembra ancora in ottima forma, tenuto conto anche degli acciacchi del tempo visibili sui volti e i corpi dei musicisti. Certo è strano vedere la band senza il suo formatore ed eminenza grigia alle tastiere...ma se volessero fare altre date in Europa non direi di no.
E finisco con alcune considerazioni personali. A me lo ska è piaciuto subito perchè era una musica sconosciuta e divertente, e mi è servita di passaggio dalla discomusic alla new wave. All'epoca il punk mi aveva colpito di striscio e non avevo approfondito più di tanto, preferendogli la discomusic. Poi, quando questa ha cominciato la sua parabola discendente, in cui l'evoluzione finì (faccio chiudere questo periodo con l'uscita in primavera dell'80 del 12" di "Right In The Socket" degli Shalamar, per me il 12" definitivo) e mi sono diretto verso il post-punk/new wave, anche perchè attratto da ritmiche che incrociavano la disco (ricordo che nelle mie estati emiliane "Psycho Killer" dei Talking Heads si ballava tranquillamente insieme a Donna Summer) e da altre cose che non ritrovavo nel rock classico o nell'odiato prog (e tacendo gli insopportabili cantautori italiani). Era un periodo di riscoperta di sonorità anni 60, vedi anche il contemporaneo mod-revival o cosa avevano scatenato in America i Blues Brothers per il rhythm'n'blues di Stax e Atlantic. Il fatto che poi questa musica venisse vista con sospetto dai critici di casa nostra me la faceva piacere anche di più. La 2 Tone e gli altri gruppi minori che giravano all'epoca hanno lasciato un segno forte che si è visto nel corso degli anni 80 con la seconda generazione di gruppi come i Potato Five in UK e gli Untouchables in USA. Negli anni 90 poi ci sono state le contaminazioni con l'hardcore e lo ska è diventato uno di quei generi "minori" che hanno sempre un buon ricambio generazionale, come il garage o il rockabilly.
Quando mi sono messo in testa di voler scrivere qualcosa sulla 2 Tone non pensavo che avrei scritto così tanto. Eppure ho cercato di essere il più sintetico possibile. L'amica Wendy mi ha fatto notare che forse sono stato poco sanguigno. Vero, mi è venuta la "sindrome della maestrina", ma l'intenzione non era quella di salire in cattedra. Ho cercato di mettere giù più informazioni possibili, considerando una naturale predisposizione alla pignoleria, perchè non mi piace l'approssimazione. E dove non riuscivo coi ricordi personali, ho preferito affidarmi a fonti librarie attendibili. Le mie capacità di scrittura sono queste e se non sono mai diventato un giornalista, ecco la spiegazione.
Uhm, forse dovrei citare il mio piccolo contributo alla causa della diffusione di questa musica citando l'episodio della "skatola", ma è un pò lungo, quindi chiudo qui. Ma se arrivano richieste...
Enjoy yourself, it's later than you think!
We're lost in music/ Caught in a trap/ No turning back/ We're lost in music (Sister Sledge 1979)
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mercoledì 24 giugno 2009
martedì 9 giugno 2009
Viviamo come ai tempi dei veri gangsters?
E finalmente comincio le celebrazioni del trentennale della 2 Tone. Sto parlando di quella piccola stagione felice che cominciò nel marzo del 1979 con la creazione dell'etichetta discografica 2 Tone e il diffondersi dello ska-revival. Tutto nasce dalla mente di Jerry Dammers, musicista di Coventry, che forma un gruppo, inizialmente chiamato Coventry Automatics, poi diventato The Special A.K.A. e infine più semplicemente The Specials. In breve: nel 1978 Jerry va a Londra cercando di incontrare Johnny Rotten, appena sciolti i Sex Pistols, per chiedergli se voleva diventare il cantante del suo gruppo, ma non riesce a contattarlo. Conosce però Bernie Rhodes, il manager dei Clash, gli fa sentire qualche nastro e Bernie, dopo anche l'approvazione entusiasta di Joe Strummer, propone un ruolo da supporters all'On Parole Tour dei Clash, che vedeva in scaletta anche i Suicide. Partecipano a qualche data del tour, Bernie promette mari e monti, ma nei mesi successivi niente si concretizza. Così Jerry decide di fare da solo: crea una sua etichetta, la chiama 2 Tone, rifacendosi al "tonic suit", il classico completo maschile dei rude boys giamaicani e dei mods, e puntando l'accento sui due toni, bianco e nero (come il classico design optical degli anni 60), ad indicare la struttura del gruppo formato da bianchi e neri. L'omino sull'etichetta, battezzato Walt Jabsco, si basa su una foto di Peter Tosh presa da una copertina dei Wailers, questa:
(da sinistra a destra: Bunny Wailer, Bob Marley e Peter Tosh)
Riescono ad autoprodursi, ma i soldi bastano a coprire le spese per una sola facciata: il pezzo si chiama "Gangsters" ed è basato sul vecchio pezzo ska "Al Capone" di Prince Buster. Così Jerry contatta il suo amico Neol Davies, chiedendogli se voleva usare una sua registrazione di due anni prima per la facciata b. Lo strumentale, che era senza nome, viene chiamato "The Selecter" e così anche il gruppo, in realtà ancora inesistente (alla registrazione parteciparono solo Neol, il batterista John Bradbury e un trombonista). Jerry contatta poi la Rough Trade, che si offre di distribuire 5000 copie del singolo, il quale ha un'anonima copertina bianca forata (quella nella foto iniziale) con titoli e gruppi stampati con un timbro (toccò a Terry Hall, cantante e Horace Panter, bassista, l'onere di timbrare le copertine una ad una). Grazie a buone recensioni di concerti e una session registrata per il programma di Santo John Peel, la prima tiratura viene esaurita presto. Così a giugno viene firmato un contratto con la Chrysalis e il singolo esce nella classica copertina forata con Walt e la striscia a scacchi bianchi e neri. Il successo sarà immediato, il singolo arriva nella Top Ten. Il bello è che tutto accade mantenendo un'ottica punk o DIY, vedi l'estetica spartana dei singoli, senza vere immagini del gruppo, o il fatto che non esista una vera sede per la 2 Tone. Si dà quindi più importanza alla label in sè, per cui compri il disco perchè è 2 Tone, un pò come succedeva per la Stax o la Motown. Anche il fatto che in quasi tutti i singoli una facciata sia una cover, fa sì che le royalties siano minori, quindi possiamo definire scarse le capacità imprenditoriali di Jerry da un punto di vista meramente di guadagno. Ma bisogna riconoscere lo spirito naif di integrità e un'attitudine genuina per cui si pensa più al fare musica per il puro piacere di farla e diffonderla.
Ecco il video ufficiale di "Gangsters":
E qui una versione live dell'epoca:
Fonti librarie consigliate: "The Two Tone Story" di George Marshall e "Ska'd For Life" di Horace Panter. Qualcuno dovrebbe tradurle anche in italiano...
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